lunedì 12 marzo 2012

Modi di dire veneziani legati all'abbigliamento

Esistono diversi modi di dire tipici veneziani legati all'abbigliamento, vediamone alcuni:
- "Xè un altro per de maneghe" = quando l'oggetto in questione è lo stesso ma sembra nuovo, Nacque nel Settecento quando le possibilità economiche non permettevano di cambiare troppo spesso l'abito e così si modificavano solo le maniche: l'abito era sempre lo stesso ma sembrava nuovo!
- "La par la poereta del sabo" = quando una persona veste male. Ebbe origine dalla consuetudine dei mendicanti che chiedevano l'elemosina il sabato vicino alle chiese e, per impietosire la gente, vestivano di stracci.
- "De meza vigogna" = di poco pregio. La vigogna era un tessuto pregiato, così chiamato dall'animale che vive nelle Ande e dal quale si ricava una lana di alta qualità. Ma se si mescola questa lana con quella di pecora si ottiene un tessuto mediocre.
- "Tagiar tabarri" = spettegolare. Il tabarro era il mantello indossato dalle classi abbienti nel Settecento che i meno ricchi tagliavano da dietro, senza che il proprietario se n'accorgesse, per poi prenderlo il giro e denigrarlo, giacché malgrado la sua apparente ricchezza usava un abito a brandelli.
- "A giugno cavite 'l codegugno, ma no stalo impegnar parché no ti sa in lugio cosa che te pol capitar", è un invito a tenere sempre a portata di mano la vestaglia da casa (codegugno) perché il clima può sempre cambiare all'improvviso.
- "Guantiera" = nome dato al vassoio. Il termine deriva dall'abitudine d'offrire agli ospiti, durante le feste settecentesche, dei guanti bianchi distribuiti su vassoi d'argento.

(Fonte: M.C. Bizio)

9 commenti:

  1. Molto interessante ! Mi è sempre piaciuto conoscere l'origine delle parole o dei detti.

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  2. Sempre bello ricordare questi modo di dire che, fino a qualche decennio fa erano ancora in uso; oggi -soprattutto fra le giovani generazioni- sono completamente scomparsi.
    Comunque ho imparato una parola che mi era sconosciuta, "codegugno". Chissà quale sarà la sua origine etimologica.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Codegugno si dice in italiano cuticugno. Seccondo mè, viene da cutis che in latino significa pelle.

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    1. Nel vocabolario del Tommaseo (quello aggiornato) lo fa derivare da cuoio.

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  5. Risalire alle origini dei detti e delle parole dialettali è una cosa che mi affascina sempre. In particolare, questo post mi permette anche di sapere l'origine di alcuni modi di dire del mio dialetto (che è di origine veneta, infatti).

    Aspetto con impazienza di saperne altri! :)

    Buona settimana, un saluto,
    Sara

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  6. La teoria di Aldo mi sembra credibile, proverò a fare un'indagine.
    Sergio, sono d'accordo con te ma la lingua e tutte le sue espressioni sono un organismo vivente e che ci piaccia o no, si modifica, si trasforma e qualcosa lungo la strada viene dimenticato...
    Grazie Sara, anch'io sono sempre stato affascinato dalla storia delle parole, vedrò di scrivere altri post su questo tema ;-)

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    1. Lo so che la lingua, ed anche i dialetti sono in continua trasformazione, ma sentir dire "buro" al posto di "butiro"!!!
      Se ci sente uno spagnolo crede che mantechiamo il risotto con ....l'asino!!!

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  7. E c'è anche chi dice "bicer" invece di "goto"! ;-)

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