domenica 28 aprile 2013

La chiesa di Santa Croce alla Giudecca

La chiesa e il complesso conventuale risalgono agli inizi del 1300, ma già nel 1500 subì una radicale ristrutturazione, e ulteriori rimaneggiamenti ebbero luogo lungo i secoli.
La chiesa un tempo era molto nota oltre che per i ricchi arredi, anche e soprattutto per il gran numero di reliquie in essa conservate, in essa infatti si trovavano: reliquie lignee della Croce di Cristo (da cui il nome della Chiesa), l'indice della mano destra di San Giovanni Crisostomo, la testa di San Teofane martire, un piede di Santa Teodosia martire, il corpo di Sant'Atanasio patriarca di Alessandria e il corpo della beata Eufemia Giustinian, già badessa del monastero.
Eufemia Giustinian nacque nel 1409 e all'età di soli sedici anni entrò nel monastero della Santa Croce alla Giudecca, per divenirne badessa nel 1444. La sua grande carità cristiana si era mostrata concretamente durante una grave pestilenza che colpì la città nel 1464, in quell'occasione dimostrò animo intrepido assistendo numerosi malati afflitti dalla peste. Morì nel 1487 e il suo corpo si mantenne incorrotto. Venne poi beatificata.
Legato alla figura della badessa e ad un pozzo del monastero è nota un'antica leggenda. Sempre durante la pestilenza del 1464 successe al monastero un fatto straordinario: si narra che una notte qualcuno bussò alla porta del convento, la badessa aprì lo spioncino e vide un uomo incappucciato, senza timore alcuno aprì la porta allo sconosciuto e lo invitò ad entrare. Lo straniero disse di essere assetato e di stare semplicemente cercando un poco d'acqua. La suora lo condusse quindi al loro pozzo e gli porse da bere. L'uomo si scoprì il volto e svelò di essere San Sebastiano. Colpito dalla generosità di Eufemia annunciò che l'acqua di quel pozzo avrebbe preservato le monache di quel convento dal morbo della pesta.
A tal punto si diffuse la leggenda che durante la peste del 1575 (quella del Redentore) frotte di persone si accalcavano quotidianamente davanti al portone del monastero chiedendo di poter bere l'acqua del pozzo di San Sebastiano; addirittura più volte le suore furono costrette a chiamare le forze dell'ordine per far sciogliere gli assembramenti!
Con l'arrivo di Napoleone  il monastero fu soppresso e divenne una casa di correzione che arrivò ad ospitare diverse centinaia di detenuti. Fu poi un magazzino per la raccolta del tabacco, e dagli anni sessanta del Novecento è divenuta sede sussidiaria dell'Archivio di Stato di Venezia.

7 commenti:

  1. Ed io, "more solito", divulgo un po'...

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  2. Ciao Walter, certo che i tuoi post sono sempre un brano di storia veneziana. Sinceramente non conoscevo tutto quello che descrivi. Buona notte.

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  3. Grazie Elio, cerco nel mio piccolo di raccontare qualcosa che non sia già troppo conosciuto ;)

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  4. Ciao...proprio questa settimana sono arrivata là per caso e non sapevo niente di questo posto. Ho solo fato delle foto. Grazie

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  5. Caro Elio, le notizie che fornisci sono molto interessanti (ne approfitterò in occasione del mio prossimo viaggio a Venezia); peccano di precisione laddove ometti di indicare l'esatta ubicazione della Chiesa.

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  6. Gentile "Unknown" (a proposito di "omissioni"...), intanto io mi chiamo Walter, Elio è un amico che ha gentilmente postato un suo commento a questo post... in ogni caso non ho "peccato di precisione" ma ho invece volutamente omesso di indicare l'ubicazione della chiesa, in quanto una delle attività più affascinanti da svolgere a Venezia è quella sorta di esplorazione che si è (a volte) costretti a fare quando si cerca un luogo specifico, e io non avevo (e continuo a non avere) la minima intensione di rovinare questo piacere ai miei lettori. E in ogni caso, per chi invece volesse privarsi del gusto dell'esplorazione, è sufficiente digitare su google "giudecca chiesa santa croce" e appare una bella mappa con l'ubicazione esatta della chiesa (che comunque non è visitabile).

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