giovedì 13 gennaio 2011

Il progenitore del Cinema

Verso la fine del Settecento, in giro per Venezia e in special modo nei pressi di Campo Santa Maria Formosa, sostavano le prime "scatole magiche", che attraevano e incuriosivano i passanti. Erano dei rudimentali visori in legno, sorretti da un treppiede, nelle quali attraverso un apposito foro munito di lenti si poteva vedere, a pagamento, delle immagini panoramiche, a volte anche con effetti tridimensionali, di varie parti del mondo, in special modo dell'America, allora chiamata "Mondo Nuovo". Le immagini vennero ben presto associate all'apparecchio stesso, che prese così, nella parlata comune, questo nome.

La gente si accalcava per guardare quelle immagini di paesi lontani, portando  anche i bambini, proprio come in seguito al cinema (di cui il "Mondo novo" può essere considerato un progenitore). Tecnicamente consisteva in una sorta di scatola al cui interno un fascio di luce (prima una semplice candela, poi una lampada ad olio, e per questo motivo era chiamata anche "lanterna magica"), colpiva un'immagine trasparente (in genere immagini dipinte su lastre di vetro) e la proiettava ingrandita su un schermo bianco.

Oltre all'immagine (qui sopra) dell'incisore G. Zompini che documenta l'oggetto in sé, è rimasto celebre l'affresco di Giandomenico Tiepolo che raffigura una piccola folla di spalle in attesa di poter ammirare i lontani paesaggi grazie alla "scatola magica".

Alcuni esemplari ancora funzionanti sono esposti presso il Museo Nazionale del Cinema a Torino


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(fonti: M. Brusegan - E. Pascarella)

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